martedì, 29 luglio 2008
Anche questa è proprio incredibile! L'avevo sentita in questi giorni. Leggete, leggete...

Se qualcuno ruba a un precario per te, sotto sotto c'è...


Scritto da Michela Murgia

 (scritto per Epolis del 28 luglio, in stato di evidente alterazione umorale)

Provate ad immaginare che qualcuno vi tamponi in autostrada e se la cavi con una multa, senza aggiustarvi il guasto alla macchina; o di salire su un aereo diretto a Palermo che invece atterra a Bangkok, e la compagnia area, anzichè riportarvi dove volevate andare, si limiti a risarcirvi una parte del biglietto. Impossibile? Eppure sono cose simili a quella che è appena successa a migliaia di lavoratori in tutta Italia. Per la precisione si tratta di tutti coloro che negli ultimi cinque anni hanno firmato un contratto a progetto e poi hanno scoperto che non c’era nessun progetto, ma un lavoro stabile a condizioni instabili. Si tratta anche di quelli che si erano visti proporre un contratto a termine di quattro mesi per un lavoro breve, ma al sedicesimo rinnovo hanno capito che di breve c’era solo il contratto, non il lavoro. Fino a ieri queste persone potevano ricorrere al giudice e far presente la loro vera situazione lavorativa, e se avevano ragione il giudice poteva obbligare il datore di lavoro ad assumerli in base allo stato reale delle cose, cioè a tempo indeterminato, pagando loro i contributi e garantendo le tutele di chi fa un lavoro stabile. Adesso non sarà più così. Grazie a una norma inclusa nella manovra appena approvata alla Camera, il giudice ha perso il potere di rimettere le cose al loro posto; se una azienda viene riconosciuta colpevole di avere abusato di contratti brevi o a progetto per versare meno contributi o pagare stipendi più bassi, non avrà alcun obbligo di cessare il comportamento illecito e compensare pienamente chi ne ha avuto un danno. Il massimo che il giudice potrà fare sarà infatti costringere il datore di lavoro ad un simbolico risarcimento di al massimo sei stipendi, una cifra simbolica, poiché nella maggioranza dei casi lo stipendio dei precari non supera i mille euro.
Poco male, dirà qualcuno, andando bene sono seimila euro. Peccato che chi otterrà quel risarcimento perderà contestualmente anche il lavoro. Infatti è inverosimile che il datore di lavoro rinnovi un contratto a termine al lavoratore che lo ha portato in tribunale per avere giustizia. Il principio paradossale della norma è che chi infrange la legge se la cava con una cifra molto lontana dal danno che ha causato, e invece chi è stato vittima dell’abuso, se vuole la rifusione del danno deve essere disposto a perdere anche il suo lavoro.
Protestare non è mai costato così caro. Chi ha orecchie per intendere…

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categoria:notizie
martedì, 29 luglio 2008
Sul sito "La poesia e lo spirito" ho trovato postato un articolo di Ezio Tarantino (responsabile acquisizione risorse elettroniche, Web editor, sviluppo e rinnovazione della Biblioteca digitale dell'Università La Sapienza di Roma, nonchè scrittore) sul trattamento riservato all'Università nella nuova Finanziaria. Che si fa? Si piange?

Il futuro dell’Università

E’ difficile difendere l’Università. Le sue baronie, la sua ipertrofica offerta di corsi e corsetti di laurea per dare una cattedra, o almeno una predella, a figli e nipoti di.
E’ difficile difenderla quando uno studente si presenta puntuale davanti allo studio del docente all’ora indicata in bacheca, e non lo trova mai. E’ difficile. E’ difficile quando non si riescono ad avere spazi per la ricerca, per studiare, quando non si riescono ad avere i fondi necessari a garantire la fornitura della letteratura scientifica essenziale perché una università sia degna di questo nome.

Ma il Decreto Legge 112/08 non vuole correggere il sistema universitario pubblico. Non vuole introdurre principi di meritocrazia e di valutazione seria della didattica e della ricerca. Non vuole più aule, più spazi per lo studio, più postazioni internet gratuite. No. Lo vuole distruggere. Lo vuole privatizzare (attraverso le cosiddette Fondazioni), deprimere, umiliare.

Già il fatto che in un decreto legge che si occupa di tutto e di più (”Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria“), oltretutto convertito alla Camera lunedì pomeriggio con voto di fiducia, quindi nemmeno discusso, si metta mano all’ordinamento dell’università italiana è un fatto grave: per coloro che ci lavorano con una certa serietà, per gli studenti, per il Ministro dell’università stesso, figura patetica, messa in un cantuccio a cianciare e promettere cose che non potrà mai mantenere.

Si tagliano personale e fondi con l’accetta: in previsione della impossibilità di sostituire il personale che va in pensione (tutto il personale: docenti, amministrativi, bibliotecari, ricercatori) se non nella misura del 20% (per 10 pensionamenti saranno consentite 2 assunzioni: articolo 66, commi 3, 7, 9, 11, 13) vengono di conseguenza decurtati i fondi di funzionamento ordinario (FFO) nella misura di 63 milioni e mezzo nel 2009, 190 milioni nel 2010, 316 nel 2011, 417 nel 2012 e 455 nel 2013); ma i conti non tornano perché nel frattempo - per fortuna! - gli stipendi aumentano (di poco, ma aumentano) ma la legge finanziaria non ne tiene conto, per cui le Università (contrariamente ad altri ministeri) in quanto godono di autonomia se la dovrano cavare con i pochi soldi che si ritroveranno nelle casse, e quindi necessariamente dovranno risparmiare su altre voci: la ricerca in primo luogo, e l’erogazione di servizi essenziali per studenti e docenti.

Si sottraggono poi i soldi dagli stipendi del personale (non solo quelli dei “baroni”) nella misura del 10% (articolo 67, commi 5, 6, 7). Si chiama “salario accessorio”: quella parte dello stipendio che ciascuna università (o ente, in generale) contratta in modo decentrato, non su base nazionale. Definirlo “accessorio” è quantomeno improprio. Dal De Mauro: “che accompagna o si aggiunge a ciò che è principale o necessario“. Quindi non sarebbe “necessario”. Bene, Senza la quota accessoria i nostri stipendi sarebbero davvero ridicoli - d’accordo: sono pur sempre stipendi, non voglio lamentarmi più di tanto.

Risultato: i giovani ricercatori se ne andranno il prima possibile. Il personale sarà demotivato e quantomeno irritato (no, i fannulloni no, quelli continueranno a fannulloneggiare indisturbati). Le biblioteche subiranno contrazioni nelle spese (acquisti di libri e abbonamenti a risorse elettroniche, come banche dati e riviste) e negli orari di apertura, e tutti i servizi agli studenti verranno in generale ridotti, la ricerca non potrà essere finanziata perché tagliando il cosiddetto FFO (fondo di finanziamento ordinario) la maggior parte della spesa (oltre il 90%) servirà a pagare gli stipendi.

L’Italia è, come tutti sanno, ultima nel rapporto fra investimenti per la ricerca e PIL. Stiamo messi peggio di chiunque in Europa: “Il rapporto R&S/Pil assegna all’Italia l’ultimo posto nei Paesi Ocse, Cina e Israele, a pari merito con la Spagna (1,1%): nella graduatoria, Israele e’ al primo posto con il 4,4, la Svezia investe il 4,0, la Finlandia il 3,5, il Giappone 3,2, la Svizzera e la Corea il 2,9%. Gli altri paesi oscillano tra il 2,7% degli Stati Uniti e l’1,2% dell’Irlanda. Guarda caso il PIL retrocede (rispetto alla media europea) nella misura in cui retrocede l’investimento nella ricerca e nell’istruzione.

La soluzione? Eccola: la Fondazione (articolo 16). Ossia, la privatizzazione dell’università. Con quali conseguenze: la prima, la più pericolosa: l’università privata non è tenuta a rispettare il tetto per le tasse, come oggi, e perciò potrà aumentarle senza limiti. Dice l’articolo che le università “possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato”. Possono, non debbono. Qual è il problema? Già.
Facciamo un caso concreto. L’Università degli studi di Canicattì decide la propria trasformazione in fondazione. Salvatore Cusumano e Santino Zambito, noti imprenditori locali, per dedurli dalle tasse (comma 5) ci mettono un milioncino di euro fresco fresco. Succoso come un cocomero a ferragosto. A quel punto lo stato continuerà a finanziare la Fondazione UniCanicattì, ma un po’ meno di oggi. In compenso le avrà ceduto gratuitamente la gestione di tutto il patrimonio immobiliare (comma 2 - a quel punto rivendibile, per fare cassa) e tutto il personale sarà soggetto di diritto privato (licenziabile, per risparmiare) e soprattutto avrà dato mano libera per aumentare le tasse. Perché, calcolatrice alla mano, non dovrebbe farlo?

Allo stato, meglio: al governo - meglio ancora: a questo governo - si sa, piace vincere facile. Ma si tratta di una vittoria?



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giovedì, 24 luglio 2008
Tramite un amico, mi è arrivata per mail una lettera di padre Alex Zanotelli, missionario comboniano del Rione Sanità di Napoli. Ve la giro:

' E' AL COLMO LA FECCIA'
Carissimi,
è con la rabbia in corpo che vi scrivo questa lettera dai
bassi di Napoli, dal Rione Sanità nel cuore di quest'estate infuocata.
La mia è una rabbia lacerante perché oggi la Menzogna è diventata la
Verità. Il mio lamento è così ben espresso da un credente ebreo nel
Salmo 12

' Solo falsità l'uno all'altro si dicono:

 bocche piene di menzogna,

 tutti a nascondere ciò che tramano in cuore.

Come rettili strisciano,

e i più vili emergono,

è al colmo la feccia.'

Quando ,dopo Korogocho,ho scelto di vivere a Napoli , non avrei mai
pensato che mi sarei trovato a vivere le stesse lotte. Sono passato
dalla discarica di Nairobi, a fianco della baraccopoli di Korogocho alle
lotte di Napoli contro le discariche e gli inceneritori.Sono convinto
che Napoli è solo la punta dell'iceberg di un problema che ci sommerge
tutti.Infatti, se a questo mondo, gli oltre sei miliardi di esseri umani
vivessero come viviamo noi ricchi (l'11% del mondo consuma l'88% delle
risorse del pianeta!) avremmo bisogno di altri quattro pianeti come
risorse e di altro quattro come discariche ove buttare i nostri rifiuti.
I poveri di Korogocho, che vivono sulla discarica, mi hanno insegnato a
riciclare  tutto , a riusare tutto, a riparare tutto, a rivendere tutto,
ma soprattutto a vivere con sobrietà.

E' stata una grande lezione che mi aiuta oggi a leggere la situazione
dei rifiuti a Napoli e in Campania, regione ridotta da vent'anni a
sversatoio nazionale dei rifiuti tossici.Infatti  esponenti della
camorra in combutta con logge massoniche coperte e politici locali,
avevano deciso nel 1989 ,nel ristorante 'La Taverna' di Villaricca', di
sversare i rifiuti tossici in Campania.Questo perché diventava sempre
più difficile seppellire i nostri rifiuti in Somalia. Migliaia di Tir
sono arrivati da ogni parte di Italia carichi di rifiuti tossici e sono
stati sepolti dalla camorra nel Triangolo della morte (Acerra-Nola-
Marigliano), nelle Terre dei fuochi ( Nord di Napoli ) e nelle campagne
del Casertano. Questi rifiuti tossici 'bombardano' oggi ,in particolare
i neonati,  con diossine,nanoparticelle che producono tumori,
malformazioni , leucemie......

Il documentario Biutiful Cauntri esprime bene quanto vi  racconto .

A cui bisogna aggiungere il disastro della politica ormai subordinata ai
potentati economici-finanziari.Infatti questa regione è stata gestita
dal 1994 da 10 commissari straordinari per i rifiuti ,scelti dai vari
governi nazionali che si sono succeduti.( E' sempre più chiaro, per me,
l'intreccio fra politica, potentati economici-finanziari, camorra, logge
massoniche coperte e servizi segreti!). In 15 anni i commissari
straordinari hanno speso oltre due miliardi di euro, per produrre oltre
sette milioni di tonnellate di 'ecoballe' , che di eco non hanno proprio
nulla : sono rifiuti tal quale, avvolti in plastica che non si possono
nè incenerire ( la Campania è già un disastro ecologico!) né seppellire
perché inquinerebbero le falde acquifere. Buona parte di queste
ecoballe, accatastate fuori la città di Giugliano, infestano con il loro
percolato quelle splendide campagne denominate 'Taverna del re '.

E così siamo giunti al disastro ! Oggi la Campania ha raggiunto gli
stessi livelli di tumore del Nord-Est, che però ha fabbriche e
lavoro.Noi ,senza fabbriche e senza lavoro, per i rifiuti siamo
condannati alla stessa sorte.Il nostro non è un disastro ecologico-lo
dico con rabbia- ma un crimine ecologico, frutto di decisioni politiche
che coprono enormi interessi finanziari .Ne è prova il fatto che Prodi ,
a governo scaduto , abbia firmato due ordinanze:una che permetteva di
bruciare le ecoballe di Giugliano nell'inceneritore di Acerra, l'altra
che permetteva di dare il Cip 6 ( la bolletta che paghiamo all'Enel per
le energie rinnovabili) ai 3 inceneritori della Campania che
'trasformano la merda in oro- come dice Guido Viale-Quanto più merda ,
tanto più oro!'

Ulteriore rabbia quando il governo Berlusconi ha firmato il nuovo
decreto n.90 sui rifiuti in Campania. Berlusconi ci impone , con la
forza militare, di costruire 10 discariche e quattro inceneritori. Se i
4 inceneritori funzionassero, la Campania dovrebbe importare rifiuti da
altrove per farli funzionare.Da solo l'inceneritore di Acerra potrebbe
bruciare 800.000 tonnellate all'anno! E' chiaro allora che non si vuole
fare la raccolta differenziata, perché se venisse fatta seriamente ( al
70 %),non ci sarebbe bisogno di quegli inceneritori.E' da 14 anni che
non c'è volontà politica di fare la raccolta differenziata. Non sono i
napoletani che non la vogliono, ma i politici che la ostacolano perché
devono ubbidire ai potentati economici-finanziari promotori degli
inceneritori. E tutto questo ci viene imposto con la forza militare
vietando ogni resistenza o dissenso, pena la prigione.Le conseguenze di
questo decreto per la Campania sono devastanti.'Se tutti i cittadini
hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge (articolo 3
della Costituzione), i Campani saranno meno uguali, avranno meno dignità
sociale-così afferma un recente Appello ai Parlamentari Campani Ciò che
è definito 'tossico' altrove, anche sulla base normativa comunitaria, in
Campania non lo è; ciò che altrove è considerato 'pericoloso'qui non lo
sarà. Le regole di tutela ambientale e salvaguardia e controllo
sanitario, qui non saranno in vigore. La polizia giudiziaria e la
magistratura in tema di repressione di violazioni della normativa sui
rifiuti , hanno meno poteri che nel resto d'Italia e i nuovi tribunali
speciali per la loro smisurata competenza e novità, non saranno in grado
di tutelare,come altrove accade, i diritti dei Campani'.

Davanti a tutto questo, ho diritto ad indignarmi. Per me è una questione
etica e morale. Ci devo essere come prete, come missionario. Se lotto
contro l'aborto e l'eutanasia, devo esserci nella lotta su tutto questo
che costituisce una grande minaccia alla salute dei cittadini campani.
Il decreto Berlusconi straccia il diritto alla salute dei cittadini
Campani.

 Per questo sono andato con tanta indignazione in corpo all'inceneritore
di Acerra ,a contestare la conferenza stampa di Berlusconi , organizzata
nel cuore del Mostro, come lo chiama la gente. Eravamo pochi, forse un
centinaio di persone.( La gente di Acerra, dopo le botte del 29 agosto
2004 da parte delle forze dell'ordine,è terrorizzata e ha paura di
scendere in campo). Abbiamo tentato di dire il nostro no a quanto stava
accadendo.Abbiamo distribuito alla stampa i volantini :'Lutto
cittadino.La democrazia è morta ad Acerra.Ne danno il triste annuncio il
presidente Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso.' Nella conferenza
stampa ( non ci è stato permesso parteciparvi !)Berlusconi ha chiesto
scusa alla Fibe per tutto quello che ha 'subito' per costruire
l'inceneritore ad Acerra !( Ricordo che la Fibe è sotto processo oggi !
).Uno schiaffo ai giudici! Bertolaso ha annunciato che aveva firmato il
giorno prima l'ordinanza con la Fibe perché finisse i lavori!Poi ha
annunciato che avrebbe scelto con trattativa privata, una delle tre o
quattro ditte italiane e una straniera , a gestire i rifiuti.Quella
italiana sarà quasi certamente la A2A ( la multiservizi di Brescia e
Milano) e quella straniera è la Veolia, la più grande multinazionale
dell'acqua e la seconda al mondo per i rifiuti. Sarà quasi certamente
Veolia a papparsi il bocconcino e così, dopo i rifiuti , si papperà
anche l'acqua di Napoli.Che vergogna! E' la stravittoria dei potentati
economici-finanziari, il cui unico scopo è fare soldi in barba a tutti
noi che diventiamo le nuove cavie. Sono infatti convinto che la Campania
è diventata oggi un ottimo esempio di quello che la Naomi Klein nel suo
libro Shock Economy, chiama appunto l'economia di shock! Lì dove c'è
emergenza grave  viene permesso ai potentati economico-finanziari di
fare cose che non potrebbero fare in circostanze normali. Se funziona in
Campania, lo si ripeterà altrove. (New Orleans dopo Katrina insegna!).

E per farci digerire questa pillola amara, O' Sistema ci invierà un
migliaio di volontari per aiutare gli imbecilli dei napoletani a fare la
raccolta differenziata, un migliaio di alpini per sostenere l'operazione
e trecento psicologi per oleare questa operazione!! Ma a che punto siamo
arrivati in questo paese!?!Mi indigno profondamente! E proclamo la mia
solidarietà a questo popolo massacrato! ' Padre Alex e i suoi fratelli '
era scritto in una fotografia apparsa su Tempi(inserto di La Repubblica
). Sì , sono fiero di essere a Napoli in questo momento così tragico con
i miei fratelli(e
sorelle) di Savignano Irpino,espropriati del loro terreno seminato a
novembre , con i miei fratelli  di Chiaiano, costretti ad accedere nelle
proprie abitazioni  con un pass perchè sotto sorveglianza militare .

Per questo, con i comitati come Allarme rifiuti tossici , con le reti
come Lilliput e con tanti gruppi,

continueremo a resistere in Campania. Non ci arrenderemo.Vi chiedo di
condividere questa rabbia, questa collera contro un Sistema
economico-finanziario che ammazza ed uccide non solo i poveri del Sud
del mondo, ma anche i poveri nel cuore dell'Impero. Trovo conforto nelle
parole del grande resistente contro Hitler, il pastore luterano danese,
Kaj Munk ucciso dai nazisti nel 1944 .' Qual è dunque il compito del
predicatore oggi ?Dovrei rispondere: fede, speranza e carità. Sembra una
bella risposta. Ma vorrei dire piuttosto :coraggio. Ma no, neppure
questo è abbastanza provocatorio per costituire l'intera verità.....Il
nostro compito oggi è la temerarietà..Perchè ciò di cui come Chiesa
manchiamo non è certamente né di psicologia né di letteratura.Quello che
a noi manca è una santa collera.'

Davanti alla Menzogna che furoreggia in questa regione campana, non ci
resta che una santa collera. Una collera che vorrei vedere nei miei
concittadini, ma anche nella mia Chiesa. '.I simboli della Chiesa
Cristiana sono sempre stati il leone, l'agnello, la colomba e il
pesce-diceva sempre Kaj Munk-Ma mai il camaleonte.'

Vi scrivo questo al ritorno della manifestazione tenutasi nelle strade
di Chiaiano, contro l'occupazione militare della cava.Invece di
aspettare il giudizio dei tecnici sull'idoneità della cava, Bertolaso ha
inviato l'esercito per occuparla. La gente di Chiaiano si sente
raggirata, abbandonata e tradita .

Non abbandonateci. E' questione di vita o di morte per tutti. E' con
tanta rabbia che ve lo scrivo.

Resistiamo!

Alex Zanotelli
postato da: tittiborghini alle ore 11:09 | Permalink | commenti (4)
categoria:resistenza
martedì, 17 giugno 2008

BABEL, di Alejandro Gonzalez Iñarritu (2006)

Un film molto bello e coinvolgente. Quattro storie corrono parallele ma alla fine sono legate tra loro: Brad Pitt e Cate Blanchett sono una coppia che ha da poco perso un bambino piccolo, morto nel sonno. Lui ha reagito al lutto scappando e ora si trovano soli in Marocco a fare un viaggio per cercare di riavvicinarsi. Alicia è la baby sitter dei loro figli e a causa dell’incidente di Susan (Cate Blanchette) in Marocco, Richard (Brad Pitt) le chiede di non andare al matrimonio di suo figlio per restare con i bambini. Lei cerca qualcuno che la sostituisca ma alla fine decide di portare i bambini con sé al matrimonio in Messico.Viene raccontata anche la storia di una ragazza giapponese che ha scoperto la madre morta suicida e che è sordomuta e infine la storia di due ragazzini marocchini che, per provare un fucile, sparano all’autobus su cui si trovano Susan e Richard e feriscono lei.

Mi è piaciuta la rappresentazione della sofferenza come qualcosa di universale (la storia si svolge infatti su tre continenti). Chi ne esce con una descrizione pessima, alla fine, sono solo gli americani e questo in diversi momenti cruciali: quando la colf incontra un poliziotto e gli dice che devono andare a cercare i bambini ma lui la ammanetta, quando l’ambasciata americana dirotta l’ambulanza marocchina e ritarda i soccorsi per Susan perché vuole mandare un elicottero americano (politica), quando l’autobus di americani abbandona Pitt e la Blanchett al loro destino nel paesino sperduto del Marocco, quando, nonostante siano stati due bambini a sparare e la polizia marocchina lo scoprirà, la televisione continua a parlare di attacco terroristico. Solo gli americani mostrano grettezza e ristrettezza di vedute.

La scena in cui al telegiornale viene mostrata Susan che esce dall’ospedale marocchino, salva, mi ha fatto pensare a quanto si nasconda dietro ad una notizia (tralaltro falsa, come dicevo poco sopra, perché non era stata vittima di un attacco terroristico). Quante storie si vedono in televisione che si scordano in poco tempo e quanto potrebbero contenere di racconto, di narrazione!

Inoltre mi ha colpito come i personaggi si trovino in quella situazione perché non avevano riflettuto sui gesti che stavano compiendo: i bambini perché giocano con un fucile, la colf messicana perché non pensa alle conseguenze di portare in Messico due bambini americani, la giapponese che si spoglia e si offre a chiunque (dentista, detective, coetanei). Come dire: non facendo attenzione a ciò che si fa si può creare una tragedia.

Perché è stato scelto questo nome biblico? Morandini afferma che sia per spiegare la solitudine e l’incomunicabilità tra le persone. In realtà, c’è comunicazione nel film: la colf con i bambini e con i suoi datori di lavoro, il giapponese che regala il fucile alla guida marocchina, il marocchino che accoglie nella sua casa Pitt e la Blanchette. C’è comunicazione e anche solidarietà, sebbene non sempre. C’è incomunicabilità non nel rapporto stretto tra le persone, che riescono a creare dei legami nonostante le differenze culturali, ma nei rapporti che nascono da categorie preconcette: i messicani che entrano nel confine americano con due bambini americani nella macchina (pregiudizio sia dei poliziotti di frontiera verso Bernal che viceversa), l’ambasciata americana in Marocco che non si preoccupa di dire che l’incidente non è in realtà un attacco terroristico. Le persone, nel loro piccolo, anche se faticano a comunicare, cercano però di farlo: Susan e Richard che si ritrovano dopo che lui è andato via di casa per la sofferenza provocata dalla morte del figlio, la giapponese che abbraccia il padre alla fine del film. Insomma, l’incomunicabilità risiede più nella società e nei ruoli che essa assegna alle persone che ne fanno parte piuttosto che nella comunità alla quale ogni persona appartiene. Il personaggio che pare dimostrare maggiore incomunicabilità è la giapponese, forse perché è adolescente e perché ha vissuto un evento altamente drammatico come lo scoprire la madre morta.

Ho trovato questo commento nel forum di My movies:  Quello di Babel è un intricato intreccio di vite umane così distanti tra loro quanto vicine come se alla fine tutti fossimo accomunati da un evento a persone di cui ignoriamo l'esistenza. Forse è per questo che si è dato questo titolo biblico: Babele. Nonostante la distanza spaziale e psicologica siamo tutti uniti, eravamo tutti a Babele, qualcosa di quella Babele che Dio ha voluto spargere nel mondo è rimasta in noi.

Mi è piaciuto molto. Non mi piacciono le critiche che ho trovato in Internet, di un Iñarritu che ha abbracciato Hollywood, meno amaro e aspro dei film precedenti (“Amores perros” e “21 grammi”). Avrebbe dovuto ripetersi per poter piacere? Quando si è fatto un così bel film non credo che si possa dire niente, o comunque si tratta di critiche accessorie, che non interessano il film in sé.

Guillermo Arriaga, l’autore della sceneggiatura, è anche romanziere. Ha scritto anche le sceneggiature degli altri due film di Iñarritu e con la sceneggiatura di “Le tre sepulture” di Tommy Lee Jones ha vinto un premio a Cannes. Come scrittore ha pubblicato Retorno 201, Il bufalo della notte, Un dolce odore di morte e Pancho Villa e lo Squadrone Ghigliottina, tutti pubblicati in Italia da Fazi.

postato da: tittiborghini alle ore 10:05 | Permalink | commenti
categoria:cinema
domenica, 04 novembre 2007
Babsi Jones ha chiuso definitivamente il suo blog, che teneva dal primo novembre del 2004, con questo post di commiato.
Diverse sono le motivazioni che fornisce:
¨      Babsi afferma che si è arrivati ad un "horror pleni" in cui ognuno ha l'opportunità di gridare le proprie convinzioni: 55.000 titoli pubblicati all'anno e decine di migliaia di post quotidiani darebbero vita ad una "cacofonia" che "ci ostiniamo a chiamare "democrazia"". Dice di essersi resa conto di ciò quando, per leggere i blog che le sembravano interessanti, avrebbe avuto bisogno di alcune ore libere ogni giorno.
¨      Rifiuta l'idea che l'industria editoriale abbia reso gli scrittori prede di idolatria o linciaggio, assoggettati "ai dettami delle tifoserie".
¨      Afferma che ha deciso di rendersi pubblica perché molti le ripetevano che ciò che scriveva era importante, doveva essere letto; che ha deciso di aprire un blog, in qualche modo, per senso del dovere, ma che in realtà scrive molto meglio lontana da tutto questo vociare e polemizzare.
Prima di tutto mi chiedo perché in altri blog nessuno abbia parlato di questa scelta di B.J.. Per evitare, appunto, un'ulteriore polemica? È un segnale che gli altri, scrittori e non, hanno accolto la sua posizione e mostrano rispetto per la sua scelta non dicendo niente, non prendendo posizione? Forse hanno preferito mettersi in contatto con lei privatamente?
In secondo luogo mi chiedo se le motivazioni di B.J siano giuste. Personalmente, grazie ad internet e ai blog ho avuto la possibilità e la fortuna di conoscere autori interessanti, e nei loro blogroll ne ho trovati altri. È vero che decine di migliaia di post vengono scritti ogni giorno ma, francamente, chi se li caga? Al massimo mi leggerò quelli degli amici. Non avendo molto tempo da dedicare alla lettura, i blog che seguo con maggiore regolarità sono quelli di: Giuseppe Genna, Loredana Lipperini e, appunto, Babsi Jones, a cui si aggiungono, a volte, Carmilla e Vibrisselibri. Ecco, nonostante il poco tempo, so dove andare a cercare: non mi perdo più in mezzo alle decine di migliaia di post, perché ho trovato un mio percorso;  non m'interessa che si pubblichino 55.000 titoli l'anno perché qualcuno, che di mestiere ha scelto di leggere e scrivere, mi sa consigliare con cognizione di causa qualcosa che valga la pena leggere, anche se immancabilmente qualche "chicca" rimarrà sicuramente nascosta tra quei titoli.
Tra l'altro, sono interessata ai lit-blog perché il mettersi in mostra di questi scrittori mi permette di individuare quelli che trovo più vicini al mio modo di sentire la letteratura, più cerebralmente e istintivamente stimolanti, appassionanti. Anche se non lascio mai commenti, perché non penso mai di avere qualcosa d'interessante da dire, data la mia scarsa cultura (sì, un po' di soggezione nei confronti di chi scrive per mestiere la provo, non lo nego!), ho la possibilità di entrare in contatto con un mondo che non mi appartiene. Mi piace sapere che cosa sta leggendo un autore mentre sta creando, immaginare quanto lavori osservando la frequenza e l'ora di pubblicazione dei post (vedi Valerio Evangelisti su Carmilla), capire come sta lavorando perché me lo racconta. Sono cose che non potrei sapere in nessun'altro modo se non conoscendoli personalmente. Forse in questo desiderio di osservare il lavoro dello scrittore s'insidia un pizzico di voyeurismo, di "grandefratellismo", ma è sempre stata una mia personale curiosità: il ritratto dello scrittore al lavoro e non so dire se sia opportuna o inopportuna.
Credo che un tempo i carteggi e i diari di uno scrittore raccontassero le stesse cose ma che bisognasse aspettare la morte di chi li scriveva per potervi accedere. Credo che chi li scriveva fosse cosciente che un giorno sarebbero stati letti o addirittura pubblicati. E allora dove sta la differenza? Quello che voglio dire è che, forse, per chi si è reso pubblico, la scrittura privata non è poi tanto ingenua. B.J. dichiara di voler essere l'unica lettrice delle proprie pagine, ma allora perché ha pubblicato? È veramente perché gli altri le hanno istillato un "senso del dovere" al quale non poteva sottrarsi? Non voglio dire che al contrario sia stata spinta da manie di protagonismo, lungi da me fare psicologia da bar. Quello di cui sono abbastanza convinta è che, in solitudine, nel momento in cui si rilegge, una persona si voglia già mettere alla prova; lo sguardo di se stessi su ciò che si scrive è, o pretende di essere, già uno sguardo "altro". L'altro è capace di insinuarsi nelle pieghe della scrittura solitaria: nel momento in cui scrivo, pretendo poi di riguardare quello che ho scritto con l'occhio di quando leggo i libri di qualcun'altro e mi chiedo SE funzionino e mi domando COME funzionino. Sono l'avanspettacolo di un lettore che, almeno per quanto mi riguarda, non esiste.
Mi chiedo cosa farà adesso B.J.: non pubblicherà più? E se pubblicasse altri romanzi e altri racconti, quello che poi scriverebbe a casa, sui suoi taccuini, sarebbe veramente scritto "lontano dai rumori del circo equestre"? E anche se chiedesse a chi le sta più vicino di bruciare tutto alla sua morte, fra i suoi conoscenti si nasconde un Max Brod che la befferà ma ci permetterà di poterla leggere di nuovo?
Spero che B.J. sia una persona a cui non interessa l'orgoglio della coerenza di una decisione definitiva e che riprenda ad aggiornare il blog, perché ho sinceramente voglia di continuare a leggerla.
Ma perché nessuno ne ha parlato?
postato da: tittiborghini alle ore 18:55 | Permalink | commenti
categoria:letteratura, babsi jones
sabato, 15 settembre 2007
Per l'uscita di SLMPDS di Babsi Jones, di cui esiste anche un sito internet, mi sono letta due interviste che vi lascio qui e qui.
postato da: tittiborghini alle ore 15:32 | Permalink | commenti
categoria:letteratura
giovedì, 23 agosto 2007

Eccomi ritornata dalle ferie trascorse per una settimana in Val d'Aosta e per altri tre giorni a Cerete, in provincia di Bergamo.

Presto salverò qualche foto interessante su flickr.

Nel frattempo cerco di recuperare un ritmo umano e fintamente indaffarato. Una decina di giorni e si torna a lavorare, almeno spero...

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categoria:pensieri sparsi
domenica, 05 agosto 2007

Ho letto "Bruciata viva" con il fiato sospeso. L'ho letto di corsa, divorato. La testimonianza di questa donna a cui il cognato ha dato fuoco perchè rimasta incinta prima del matrimonio mi ha lasciata di sasso.

Quanta strada le donne appartenenti a questo tipo di cultura dovranno combattere per non ritenere normale soffocare le figlie femmine appena nate o considerarle meno importanti di una capra o di una vacca?

La lotta che ha permesso alle donne occidentali di oggi di vivere senza il pensiero di essere giudicate per il modo in cui si comportano, per come si vestono, per il mestiere che fanno, sembra quasi un atto dovuto.

Io, nata nel '77, che cosa so del femminismo? Tutto quello che è stato conquistato con difficoltà dalle generazioni precedenti me lo ritrovo bell'e pronto e ho l'impressione che me lo stiano pure togliendo.

Non ne posso veramente più di tutti i culi e le tette che si vedono in televisione, dello sfruttamento del corpo femminile in tutte le sue angolazioni per solleticare gli organetti maschili, che magari nella tasca a fianco si ritrovano il portafogli.

Mi innervosisce vedere le ragazzine a scuola che troieggiano con l'ombelico al vento e la mutandina in vista.

Come sta la donna di oggi?

postato da: tittiborghini alle ore 20:29 | Permalink | commenti
categoria:pensieri sparsi, letteratura
giovedì, 02 agosto 2007

Per mail mi è arrivata questa interessante iniziativa: PARCO POESIA che si terrà a Riccione i prossimi 31 agosto, 1 e 2 settembre.

Da tenere a mente.

postato da: tittiborghini alle ore 09:32 | Permalink | commenti
categoria:eventi
mercoledì, 01 agosto 2007

Da ragazzina mia sorella maggiore mi mostrava in videocassetta gli splendidi film di questo regista:Sussurri e grida, Un mondo di marionette, Scene da un matrimonio, La fontana della vergine.

I miei preferiti: Il settimo sigillo, di cui ho poi comprato la sceneggiatura pubblicata da Iperborea, che a gennaio prossimo metterà a disposizione "Tre diari", Il posto delle fragole, Sinfonia d'autunno e Persona.

 

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categoria:cinema